Il problema di Ghali è l’essere troppo Jackson

Ghali Genova

Puoi amare od odiare la trap ma la storia di Ghali merita comunque attenzione. Il fresh prince di Baggio (Milano), accento da bauscia e origini tunisine, è il nuovo tsunami della musica italiana. “Ninna Nanna” è stato il singolo da record che ha sfondato 50 milioni di views su Youtube e acceso i riflettori su un ragazzo alto come Michael Jordan e cresciuto con Michael Jackson.

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Le fasi acute di Ghalite spesso iniziano con il sorriso isterico di chi al primo ascolto rimane basito. Il problema è quello che succede dopo, quando i ritornelli e le strofe iniziano a farsi spazio nella calotta cranica rosicchiando i pregiudizi. Ammettiamo che sentire iniziare una canzone con “minchia frate come sto?” non sia proprio il più accattivante dei biglietti da visita, tuttavia Ghali ha qualcosa di diverso, una “luccicanza” che non è paragonabile a nessun altro artista italiano del genere rap. Per quel che riguarda la trap invece il mio pensiero l’ho pubblicato qui.

Già ai tempi dei Troupe d’Elite in tanti avevano messo gli occhi sulle sue treccine e i suoi tormentoni. Lo stile non si inventa, lo si ha o lo si insegue per sempre. Il primo video estratto dal suo disco, Happy Days, ha già superato quota 12 milioni di views in meno di un mese e i pregiudizi (spesso comprensibili) sul genere servono solo a distogliere l’attenzione dalla domanda principale: perché Ghali piace così tanto?

Ho potuto verificarlo di persona:

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